SCHEDA DEL FILM
DALL’ALTRA PARTE DEL MARE
Durata 80 minuti
Formato 35 mm
Produzione DREAM FILM S.r.l.
Produzione Esecutiva CARO FILM S.r.l.
Direttore della Fotografia ALDO DI MARCANTONIO
Fonico MICHELE TARANTOLA
Scenografa-Costumista ERMINIA PALMIERI
Organizzatore BARBARA SPINA
Montaggio PATRIZIA CERESANI
Montaggio presa diretta MIMMO GRANATA
Musiche ALESSANDRO MOLINARI
Edizioni musicali WARNER CHAPPEL
Soggetto e sceneggiatura MONICA RAPETTI
Supervisione alla regia VERONICA BILBAO LA VIEJA
Regia JEAN SARTO
ATTORI
GALATEA RANZI - Clara
VITALIANO TREVISAN – Abele
GORDANA DE SANTIS – Tosca
FULVIO FALZARANO – Claudio
VIVIANA DI BERT - Gigliola
ALESSANDRA BATTISTI – Franca
TONY ALLOTTA – Filippo
PAOLO SUMMARIA – Fabrizio.
DINO CASTELLI – Padre di Clara
Set Roma – Trieste
Sviluppo e stampa CINECITTA’ STUDIOS
Ufficio stampa - REGGI&SPIZZICHINO COMMUNICATION
Maya Reggi +39 347 6879999
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Raffaella Spizzichino +39 338 8800199
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E’ un film che cerca di penetrare nel fondo dei sedimenti della memoria non per rimestare antichi dolori mai del tutto sopiti, ma per non rimuovere e dimenticare ciò che è accaduto.
….Sono un essere umano, un essere umano, sono un essere umano che vuole vivere…un essere umano.
E’ questo il grido disperato di Ka-Tzetnik 135633 nel suo libro dal titolo SHIVITI. E’ la storia di un sopravvissuto ad Auschwitz (Yehil De-Nur) con il numero marchiato nella carne del braccio sinistro, arrivato all’estremo limite di degradazione umana che dopo 30 anni ha accettato di rivivere l’esperienza del campo di concentramento con una terapia a base di LSD, sottoponendosi a 5 sedute chiamate Cancelli della Memoria. E’ uno dei due deportati di Auschwitz nella messa in scena sulla shoah da parte di una compagnia teatrale, l’altra è Tosca Marmor, ebreo-polacca intervistata all’inizio del film da Clara che aveva fatto un documentario su di lei a Parigi, dove entrambe vivevano ed erano diventate amiche strettissime.
Tutto comincia ai giorni nostri quando Clara che vive ancora a Parigi, viene chiamata dal regista Abele a Roma per collaborare a questa messa in scena. Si porta con sé il vecchio documentario girato nel ’79 e incontra altri attori che stanno provando. Insieme cercano di impostare i personaggi ma ben presto sorgono dei contrasti tra Abele e Clara sul modo di fare la rappresentazione:
lei vorrebbe entrare dentro le esperienze singole, lui invece mantenere un tratto oggettivo.
A Trieste dove dovrebbe effettuarsi la messa in scena Clara ne approfitta per cercare suo padre sparito quando lei aveva 8 anni. Viene a sapere di un suo passato oscuro tra i domobranci. Abele intanto cerca i luoghi adatti per il suo teatro itinerante, ma non trova più i segni del passato e l’orrore provato visitando San Sabba, lo fa desistere dall’impresa: non si può esprimere l’inesprimibile e neanche rappresentarlo.
Clara con il padre ritrovato riesce a lasciarsi alle spalle i suoi fantasmi e può finalmente guardare dall’altra parte del mare…